Il XIV secolo, usanze e storia tra Occidente e Terra Santa. Libri e indicazioni storiche.

Salve, vorrei farmi consigliare qualche libro che parli di come vivevano gli uomini verso la fine del quattordicesimo secolo, sia in Italia che nella zona racchiusa tra Gerusalemme e Antiochia. In pratica mi interesserebbe sapere come vestivano, cosa mangiavano, come si divertivano etc etc sia i ricchi che i poveri e sia gli adulti che i bambini.

Inoltre vorrei fare alcune domande:

  1. Esistevano i bordelli durante quel periodo nella zona tra Gerusalemme e Antiochia? Chi li gestiva?
  2. Esisteva la schiavitù sempre nella suddetta zona? Quali erano le città  in cui il commercio degli schiavi era più fiorente?
  3. Mi sa dire se in quella stessa zona è stata combattuta una qualche battaglia nel 1378?

di Alessandro

Il Medievalista risponde:

I libri

Libri sul Medioevo ce ne sono davvero tantissimi, ma gli argomenti sono molto generali, ovvero raramente si incentrano su un secolo in particolare di quest'epoca, devi considerare il fatto che si tratta di un periodo di mille anni e mille anni non sono pochi e se consideri che di questo periodo abbiamo poche, pochissime fonti, è ancora più difficile parlarne, tutto quello che riguarda il Medioevo ha sempre un margine di incertezza e quindi le notizie spesso sono valide solo fino al 80%.

Per quanto riguarda invece il dove, quindi i luoghi allora il campo di ricerca è un po' più specifico ma non di tanto, per conoscere le usanze di un luogo bisogna cercare le notizie sul luogo e si trovano così anche le notizie relative al "quando", quindi al tempo. E' l'opposto che è più difficile da fare, quindi partendo da "quando" per arrivare al "dove", è una cosa che ho imparato con l'esperienza nei miei studi di storia medievale autodidattici.

Per quanto riguarda il XIV secolo devi per forza basarti su testi che parlino del basso medioevo, ecco alcuni titoli. Prima però ti voglio consigliare un titolo che riguarda tutto il periodo medievale ed è scritto in termini abbastanza semplici ed è facile, pur trattandosi di un testo antico ed universitario.

il testo si chiama "La società feudale" di Marc Bloch, è stato uno dei più grandi medievalisti e studiosi storici del secolo scorso.

altri titoli sono:

  1. La rivoluzione mercantile nel Medioevo. Uomini, merci e strutture degli scambi nel Mediterraneo - Mannoni Tiziano
  2. La Tavola e la cucina nei secoli XIV e XV - Stecchetti Lorenzo
  3. La vita quotidiana nel Medioevo - Delort Robert
  4. La società medievale. Realtà e immaginario - Denicoli Giorgio
  5. Lavoro e tecnica nel Medioevo - Marc Bloch
  6. Medioevo simbolico - Pastoureau Michel
  7. Oltre le città. Assetti territoriali e culturale aristocratiche nella Lombardia del tardo Medioevo - Gamberini Andrea
  8. Quando l'Asia era il mondo. Storie di mercanti, studiosi, monaci e guerrieri tra il 500 e il 1500 - Gordon Stewart
  9. Tra preghiera e rivolta. Le folle toscane nel XIV secolo - La Roncière Charles M. de
  10. La filosofia nel Medioevo. Dalle origini patristiche alla fine del XIV secolo(Libri)- Gilson Étienne
  11. Tecniche e strumenti chirurgici del XIII e XIV secolo - Tabanelli Mario
  12. Le donne, i cavalieri, gli agi e gli affanni. Famiglie e potere in Sicilia tra XII e XIV secolo - Sciascia Laura
  13. Medicina e filosofia. Per una storia dell'embriologia medievale nel XIII e XIV secolo - Martorelli Vico Romana
  14. Giocare nel Medioevo. Conoscere e costruire i giochi in uso fra XIII e XIV secolo. Un'esperienza di ricerca storica - Ceccoli G. Carlo
  15. All'origine della sovranità. Sistema gerarchico e ordinamento giuridico nella disputa sui due poteri all'inizio del XIV secolo - Ancona Elvio
  16. I catari. Eresia, crociata, inquisizione dall'XI al XIV secolo - Roquebert Michel
  17. Chiesa e Stato nei teologi agostiniani del secolo XIV - Mariani Ugo
  18. L'etica nel Medioevo. Protagonisti e percorsi (V-XIV secolo) - Sciuto Italo
  19. L'idea di Gerusalemme nella spiritualità cristiana del Medioevo. Atti del Convegno internazionale (Gerusalemme, 31 agosto-6 settembre 1999)- A.A. (autori vari) - Libreria Editrice Vaticana
  20. Le vie di pellegrinaggio del Medioevo. Gli itinerari per Roma, Gerusalemme, Compostella - Stopani Renato
  21. In Terrasanta. Pellegrini italiani tra Medioevo e prima età moderna - Cardini Franco
  22. Le crociate e il regno di Gerusalemme - Bordonove Georges
  23. Verso Gerusalemme. Pellegrini, santuari, crociati tra X e XV secolo - I VOLUME - Cardini Franco - Piccirillo Michele - Salvarani Renata
  24. Verso Gerusalemme. Pellegrini, santuari, crociati tra X e XV secolo - II VOLUME - Cardini Franco - Piccirillo Michele - Salvarani Renata
  25. Sibilla regina crociata. Guerra, amore e diplomazia per il trono di Gerusalemme - Ligato Giuseppe
  26. I Templari e il Graal - Ralls Karen
  27. Il sacro. Crociate e pellegrinaggi. Linguaggi e immagini( - Dupront Alphonse
  28. L'ideologia crociata - Russet Paul
  29. Le Ultime crociate. L'Europa in crisi di fronte al pericolo turco (1369-1464) - Zattoni Piero
  30. La grande storia delle crociate - Richard Jean (SONO DUE VOLUMI STACCATI O A VOLTE ANCHE UN SOLO VOLUME)

In una biblioteca ben fornita dovresti trovarne alcuni e inoltre ricorda che questi libri fanno riferimento al "quanto" quindi al periodo, per il dove la ricerca è più difficile, ma puoi trovare molte notizie se leggi dei libri sulle crociate che fanno riferimento sicuramente alle usanze del luogo e del tempo. Questo per quanto riguarda Gerusalemme e la Terra Santa. Per quanto riguarda l'Italia, lì la ricerca è più vasta e trovi notizie sui libri che trattano dell'età comunale perché siamo già nel Basso Medioevo. Devo aggiungere una cosa: in Italia, contrariamente alla convezione che pone la fine del Medioevo alla fine del XV secolo (1492) i segni di rinascimento ci sono già in realtà nel XV secolo e si possono vedere nelle opere d'arte tra cui affreschi e dipinti, le immagini si avvicinano sempre di più a quelle botticelliane, altri segni si colgono nel diverso modo di combattere in Europa: non ci sono più spade e torri mobili, cavalieri, ma si combatte già coi cannoni, la Guerra dei Cento anni negli ultimi anni fu combattuta con mezzi più moderni, mentre appena un secolo prima si combatteva ancora a cavallo, con gli arcieri e via discorrendo.

Inoltre per quanto riguarda l'Italia molte notizie le puoi trovare cercando la storia delle varie città e anche li riferimenti al medioevo ne trovi pochi, la maggior parte delle fonti conservate fanno riferimento all'ultimo secolo del Medioevo considerandolo però già un pezzo dell'epoca rinascimentale, motivo per cui sono sempre accese le discussioni di quando finisce sto benedetto medioevo dal momento che i segni della rinascita sono prima della scoperta dell'America.

Quanto alle usanze, specie per quanto riguarda la vita quotidiana, trovi sempre riferimenti nei libri che ti ho indicato qui sopra, inoltre della vita quotidiana tutto quello che sappiamo ce lo hanno detto i cadaveri conservati ritrovati in alcune tombe dei signori dell'epoca e infine i cocci delle anfore o altri utensili che sono sopravvissuti sotto terra e che dei bravi archeologi hanno studiato, ma il resto è un punto di domanda perché nel Medioevo la popolazione era analfabeta, spesso anche i nobili lo erano anche se avevano il castello e la ricchezza. Va considerato inoltre che questi signori nobili che tanto si "gasavano" del castello e del bel vestito erano pieni di debiti fino al collo, con la ripresa dell'economia e la rinascita della classe mercantile è il mercante il vero signore non il nobile. I nobili, detta in modo schietto ed estremamente realistico saranno anche stati lord e conti, ma erano poveri, ignoranti e non sapevano nemmeno disegnare una "O" con il fondo di un bicchiere. Non pensare che nel Medioevo la nobiltà fosse tutto l'oro che si racconta, puoi trovare alcune note, negative purtroppo nel mio sito a proposito proprio della scrittura e del fatto che non abbiamo fonti!

(quando alla scrittura toccò tacere - ecco perchè abbiamo così poche fonti del Medioevo)

I bordelli nel Medioevo

Quanto ai bordelli, beh nel Medioevo esistevano esattamente come in tutti i periodi passati e successivi, quanto al dove credo che per quanto riguarda Gerusalemme ed Antiochia la riposta puoi trovarla solo in un testo che parli del Regno di Gerusalemme in epoca medievale e delle crociate, anche se penso che considerando la sacralità dei luoghi, è sempre Terra Santa, è difficile che in epoca medievale fosse consentito l'uso e "l'apertura" di questi locali.

Bisogna inoltre fare una precisione in merito al discorso "bordello" perchè nel Medioevo nella maggioranza dei casi non erano bordelli veri e propri con fuori una targa grossa come una casa con scritto il nome bordello, al contrario nel Medioevo i bordelli spesso si celavano dietro all'attività delle locande, spesso erano le cameriere o le prostitute che offrivano il loro servizio ai vari viandanti in questi locali e inoltre questo tipo di fenomeni è molto più occidentale che non altro. La gestione quindi era in mano all'oste o al padrone del locale. Spesso la gestione vera e propria delle ragazze e dei clienti non era del padrone uomo, ma della padrona o moglie del padrone, c'era posizione contradditoria di una donna sottomessa che a sua volta ne sottometteva e ne sfruttava altre e il fenomeno dei bordelli sembra abbia celato da sempre quello che oggi viene chiamato in termine proprio "sfruttamento della prostituzione". In Inghilterra in alcune locane, anche non in epoca medievale ma nel XVI secolo, nel muro della stanza dove la serva o la ragazza concedeva il favore all'ospite era presente un foro abbastanza grande da far passare immagini e suoni per coloro che erano fuori e spesso per il divertimento solo anche del padrone. Questa è una dimostrazione che il Medioevo non era tutto quel pudore collettivo che si racconta!

La schiavitù

Anche questa domanda sul dove è una domanda che trova la sua risposta sempre nei libri che ti ho indicato, per quanto riguarda il fenomeno della schiavitù ti posso dare alcuni link anche se nel Medioevo il termine schiavo non era più in uso, piuttosto si prese ad usare in occidente il termine "servo", anche se ad essere sinceri sul piano giuridico e sociale servo e schiavo avevano gli stessi diritti e gli stessi doveri: diritti 0, solo doveri. Il termine schiavo oggi viene usato erroneamente in riferimento all'epoca medievale, anche se nei link che ti do troverai il termine schiavo e non servo.

  1. Schiavismo - Wikipedia

Anche se vengono studiate come due figure diverse, lo schiavo e il servo in epoca medievale hanno lo stesso trattamento sul piano socio-giuridico.

Battaglie del 1300

Nel 1378 in Terra Santa non ci sono notizie di una battaglia in particolare, ma siamo come epoca poco più avanti rispetto alla crociata alessandrina (Crociata alessandrina - Wikipedia), diversamente è obbligatorio rifarsi alla storia delle crociate perché sono davvero le fonti migliori e più sicure oltre che precise.

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Regolamento

Quelle piccole comunità che costruirono palazzi, castelli e cattedrali

Domanda:

Come era possibile raccogliere in tante piccole comunità le somme sicuramente enormi per le grandi costruzioni civili e, soprattutto, religiose?

di azaz62

Il Medievalista risponde:

Diciamo che nel Medioevo le grandi costruzioni come i castelli erano realizzate pagando dei manovali e il denaro era ricavato spesso dalle tasse,  ma se si considera che nel Medioevo erano più le tasse degli utili della  popolazione, considerando anche che la popolazione di allora viveva quasi  esclusivamente dei prodotti della terra, il valore del denaro era pressoché nullo e il risultato era un'inflazione abbastanza grave. Per quanto riguarda invece gli edifici religiosi, beh, sarebbe sufficiente cercare nella storia della Chiesa romana stessa. Si consideri che nel Medioevo la Chiesa era anche una potenza in un certo senso, godeva di un certo potere anche dal punto di vista politico, basti ricordare la famosa lotta per le investiture o ancora la cattività avignonese. La chiesa nel Medioevo era abbastanza ricca per potersi permettere la costruzione di edifici che comunque venivano portati avanti nel corso di anni e anni. Cercare denaro nel Medioevo
diversamente non era facile, per nulla facile. La prima crociata ad esempio, specie il primo contingente che partì per la Terra Santa ad esempio, fu sconfitto nel più disonorevole dei modi e questo perché erano per lo più fanatici e plebei senza un soldo che si erano messi in marcia per non fare più ritorno. anche i cavalieri più nobili si fecero si prendere da tanto entusiasmo o forse meglio dire da tanta avidità di gloria e fama che anche con le "tasche rotte" partirono e non tornarono più. Le armi e l'equipaggiamento nel Medioevo erano un grosso indice di ricchezza e anche solo possedere un cavallo per un uomo dell'epoca voleva dire essere ricco.
I cavalieri cristiani, sempre durante la prima crociata, nonostante i divieti severissimi dell'epoca contraevano prestito. E' famoso l'episodio del massacro di ebrei per opera di un certo Emich, un cavaliere tedesco che col pretesto di non voler restituire le somme chieste in prestito si era
dato al massacro dei suoi creditori. L'economia medievale è un argomento abbastanza complesso nel dettaglio e per meglio capirla secondo me bisogna partire dal sistema romano e poi pian piano procedere nel tempo fino al sistema economico del periodo delle crociate. Ovviamente per sistema romano mi riferisco all'ultimo sistema adottato prima della caduta dell'Impero. Nel Medioevo il primo sistema economico è quello del curtis.

Indico un testo, che io ho usato per scrivere la mia tesi di maturità

  • March Bloch, La Società feudale - Einaudi ed. (questo libro è scritto molto molto bene ed è facile e parla anche del sistema economico)

Altri testi che invece sono

  1. L'economia artigiana nell'Italia medievale - Degrassi Donata, 300 pp,  Carocci ed.
  2. Economie urbane ed etica economica nell'Italia medievale - Greci Roberto - Pinto Giuliano - Todeschini Giacomo, pp IX, 244, Laterza ed.
  3. Studi di storia medievale. Economia, territorio, società - Cammarosano Paolo, 292 pp, CERM ed.
  4. Storia economica dell'Occidente medievale - Fourquin Guy, pp. 518, Il mulino ed.
  5. La storia economica di Roma nell'alto Medio Evo alla luce dei recenti scavi archeologici - AA.VV. pp. 368, All'insegna del giglio ed.
  6. Campagne medievali. Strutture materiali, economia e società nell'insediamento rurale dell'Italia settentrionale (VIII-X secolo). Atti del Convegno (Nonantola, 2003) - AA,VV.  pp 298, Società Archeologica Padana ed.
  7. La città medievale - Grohmann Alberto, pp. 208, Laterza ed 8. Il lavoro delle donne - AA.VV. Laterza ed
  8. Nuove ricerche sui castelli alto medievali in Italia settentrionale - Brogiolo G. Pietro - Gelichi Sauro, pp 246 - All'Insegna del Giglio ed.

Questi sono alcuni che trattano dell'economia e volendo anche in dettaglio della vita e delle fonti finanziarie della gente dell'epoca.

Perché un sito di storia medievale si mette contro la violenza sulle donne? Perché la violenza è un male, una piaga della storia e va schiacciata. Non dite che siamo tornati al Medioevo quando ci siamo ancora oggi

Credo che il fatto che un sito di storia intraprenda un’iniziativa, anche solo un sondaggio come il mio contro questo fenomeno, sia una cosa positiva. Ho voluto realizzarlo perché voglio dare la possibilità alla gente di dire quello che pensa davvero e soprattutto di vedere quanto ne sa di un periodo che richiama sempre nelle proprie frasi “siamo tornati al medioevo, tutta questa violenza”. Se ci siamo tornati, in realtà è perché non ne siamo mai venuti fuori e le cose vanno peggiorando perché nessuno sembra volersi muovere.

C’è paura, c’è diffidenza nei confronti del mondo, ma soprattutto c’è tanta indifferenza. Non possiamo lamentarci del male che subiamo se noi per primi vi siamo indifferenti. Sono certa che se la dignità si dovesse comprare la gente ci starebbe più attenta ai fenomeni di violenza e non regnerebbe l’indifferenza. Visto però che purtroppo la dignità e la vita non si comprano al mercato per due soldi ma si acquistano quando si nasce e visto che la dignità si mantiene anche da morti penso che bisognerebbe cominciare a dire basta, proprio perché nessuno ce la viene a regalare. E’ solo dal passato che possiamo imparare, chi non conosce il passato può prendere un libro di storia e cominciare a studiare, non è ben accetta l’ignoranza anche se nel nostro mondo è sempre festeggiata come la benvenuta, quasi attesa. Conoscere il passato serve per il presente e soprattutto per il nostro futuro. La violenza partorisce solo altra violenza, non solo ma la indurisce, la peggiora, la rinforza. Ci preoccupiamo tanto del 2012 e delle profezie sulla fine del mondo e intanto la violenza dilaga, tanto che è entrata nelle case e nei letti, non ci stupiremo quando scenderà anche dai camini e quando uscirà da sotto lo zerbino.

L’indifferenza è la madre del Male, più la gente sarà indifferente e più ce ne sarà per tutti e tocca a tutti, la violenza non guarda in faccia nessuno. Pensate che lasciare scaturire la violenza adesso serva a sfogarla tutta perché una profezia ha detto che tanto nel 2012 finirà, ci sarà un periodo di pace? L’indifferenza del padrone fa ricco il ladro! La violenza non è stata predetta e quindi non è lasciandola andare che un destino armato di buonismo la farà cessare perché una profezia lo aveva stabilito, quando ancora l’uomo cacciava con le lance e gli archi.

Quando e perché è nata la mia battaglia contro questo tipo di violenza?

Non c’è un momento della mia vita nè un evento da cui sia scaturito questo odio e questa battaglia contro il fenomeno della violenza. Sono sola nella mia battaglia come donna, esattamente come lo è ogni donna al mondo contro il fenomeno della violenza. Penso che a questo mondo ci sia troppa ipocrisia sulle donne, penso che ci siano troppi controsensi e che sia ora di mettere chiarezza. C’è ancora troppo superstizione, c’è troppa paura a reagire. Io credo che non sia solo un problema di paura piuttosto è la noia. Forse ho cominciato questa guerra quando ho cominciato ad avere un’idea “neutrale” di quello che significa essere una donna.

Essere donna significa prima di tutto essere una persona, una persona che chiede rispetto e ne da per prima, ma si vede discriminata, messa in un angolo, non rispettata da quello che sembra essere il nemico numero uno: il maschio. Io per quanto possa “abbaiare” contro i maschi, ho detto più di una volta che non sono una femminista di quelle sfegatate e che so perfettamente che non ci sono solo uomini contro le donne ma anche donne contro le donne e la frase “contro la violenza sulle donne” non significa “contro la violenza sulle donne da parte degli uomini”, è una frase che include tutti coloro che fanno violenza su una donna, anche le donne.

Penso che i telegiornali ne parlino anche se usano parole diverse, ma la sostanza non cambia. Però la gente continua ad essere totalmente indifferente e io credo che questo sia sbagliato. I risultati del primo sondaggio, “Un click contro la violenza”, hanno dato dei risultati impressionanti e contradditori: la gente vede indifferenza ma al contempo ha paura ed è diffidente, la maggior parte delle cronache riguardano omicidi ma al secondo posto abbiamo proprio i casi di violenza sulle donne. Non ci si rende conto di questo paradosso? Come si può essere indifferenti al male che un giorno come un altro potrebbe in futuro riguardare proprio noi? Io temo che l’indifferenza in realtà mascheri un dualismo noia, paura. Quello che la gente vuole evitare, temo sia la noia di un processo che sembra non finire mai, un calvario che fa paura perché lungo quel calvario si potrebbero avere delle rivendicazioni, c’è il problema della protezione e della credibilità.

In proposito alla noia, nel Medioevo avvenne l’opposto, perché per noia inventarono la strega e colpirono la donna, dice Michelet, illuminista francese e credo che avesse ragione. Doveva essere un uomo molto, troppo razionale ma del resto è figlio del suo tempo, l’età dei lumi e della ragione, in netta contrapposizione con il periodo oscuro che i rinascimentali chiamarono Medioevo. Il fenomeno della violenza certo non è solo un problema italiano, è un problema che riguarda il mondo, il mondo! E in altri paesi per noia e per capriccio sulle donne si commettono tra i peggiori dei crimini: dalla lapidazione allo sfregio con acidi sul viso, le umiliazioni diventano pubbliche. Siamo troppo bloccati dalle nostre superstizioni e dalla nostra indifferenza per trovare il coraggio di muoverci, si ha troppa paura di farsi avanti per paura di essere giudicati, lo chiamano questo il secolo delle apparenze, perché ormai è solo questo che conta e che si va a giudicare: l’apparenza. Del resto è l’arte dell’apparire che ormai ci rende maestri delle più atroci vicende umane.

Io personalmente come donna, nei miei anni di studio individuale sull’epoca medievale ho potuto constatare che all’epoca la condizione della donna era diversa da quella di oggi solo dal punto di vista lavorativo, non lavoravano, ma non c’è a dire il vero bisogno di andare tanto indietro nel tempo per chiedersi come fosse la condizione della donna. Le donne stavano in casa coi figli e si occupavano della casa, o come direbbero alcuni autori, della loro dolce prigione domestica. La donna dal Medioevo in un certo senso ha avuto modo di essere più emancipata, in epoca romana e in epoche precedenti era considerata invece abbastanza importante. Andando ancora più indietro, vi ricordo che in epoca preistorica si venerava la Dea, ci sono le prove storiche e fisiche di questo culto e credo che sia segno che un tempo la nostra condizione dovesse essere molto diversa ma migliore di oggi e dell’epoca medievale. Il medioevo però ha avuto un blocco, un capovolgimento, come se l’intelligenza umana avesse subito uno stop, come se per mille anni si fosse fermata lì a girare e rigirare su alcune idee e ne avesse maturate delle altre come quella delle streghe. Solo questo hanno prodotto della donna? Io non sto negando l’esistenza di persone malvagie che hanno fatto cose da streghe, ma questo è più che del Medioevo direi tipico dell’età rinascimentale e seicentesca. Oggi la donna si dice sia troppo emancipata, io non credo, solo perché siamo state ammesse all’università e solo perché finalmente possiamo renderci socialmente utili. Per quanto una donna emancipata possa essere, io ritengo che il problema della violenza rimarrà sempre tipico della categoria delle donne.

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